Digital Transformation: fashion tech e PMI

 In Business

Ore 12 del 12 Luglio 2017: tutti ormai parlano o hanno parlato di Trasformazione Digitale. Ma cos’è?
Il nostro COO, Steve Luccisano, è stato invitato alla tappa fiorentina del roadshow di TAG Innovation School a margine del Master in “Digital Transformation”

DEFINIZIONE
Con il termine digital transformation  si indica un insieme di cambiamenti prevalentemente tecnologici, culturali, organizzativi, sociali, creativi e manageriali.
Dunque non è un’attività ma è un processo che in quanto tale comprende una serie di attività che non sono prefissate ma devono adattarsi e sposarsi alla singola realtà che ha un proprio ambiente,  percorso, una propria mission e vision.

Oltre l’adozione di nuove tecnologie, nello specifico si tratta di erogare servizi, fornire beni, far vivere esperienze, trovare, elaborare e rendere accessibili grandi quantità di contenuti e dati creando pervasivamente nuove connessioni tra persone, luoghi e cose.

Questo processo è chiaramente abilitato dallo sviluppo di nuove tecnologie, ma non si limita alla loro adozione integrando e coinvolgendo tutto l’ecosistema toccato dal processo, incentivando la trasparenza, la condivisione e l’inclusione di tutti i partecipanti.

Questo comporta per il destinatario finale del valore creato dalla digital transformation di trovarsi al centro dello sviluppo se non addirittura partecipe dello stesso, ottenendo così un accesso effettivo, efficace e consapevole al servizio stesso sia esso costituito da beni materiali, immateriali o dati.

 

I PILASTRI
Nel tempo sono stati individuati 6 pilastri:

  1. Automazione – la progressiva automazione del lavoro ha portato velocità, efficienza e riduzione degli errori
  2. Informatizzazione – l’evoluzione dell’hardware e del software hanno introdotto e potenziato una nuova intelligenza nel governo dei processi
  3. Dematerializzazione – la dematerializzazione ha innescato il circolo virtuoso dell’informazione, inaugurando nuove logiche di integrazione e di condivisione tra i lavoratori
  4. Virtualizzazione – grazie a una programmazione software di nuova generazione, le risorse fisiche si trasformano in risorse logiche gestite da un unico cruscotto centralizzato
  5. Cloud Computing – spostare la gestione dell’Hardware e del Software sulla Rete attraverso nuovi modelli di fruizione ed erogazione, ha inaugurato l’era dell’As a Service, del pay per use e dell’on-demand.
  6. Mobile – i dispositivi mobili potenziano la produttività individuale portando maggiore disponibilità e flessibilità nel mondo del lavoro.

FASHION E PMI
Per il Fashion e le PMI la digital transformation costituisce una grande opportunità soprattutto dato il forte cambiamento del time to market in un contesto consumer-centric passando dai canonici 6 mesi del passerella/negozio a poche settimane (o addirittura al real time MCKenniano).

Qui si discute se sia stata la digital transformation a proporre questo modello o se sia stata l’adozione di questo modello ha portare alla DT delle aziende fashion. Ad ogni modo è chiaro che per fare ciò i dati e il loro mining sono fondamentali.

Le fashion company si trovano a implementare nuovi modelli di business e dovranno tenere conto di tre elementi di discontinuità: i nuovi consumatori, la saturazione del mondo retail e l’ innovazione tecnologica. Oggi non si vende più un prodotto ma un’esperienza.

Secondo i dati di Tech.eu solo nel primo semestre 2016 tra le startup del settore fashion tech sono stati raccolti oltre 440 milioni di euro; Deloitte, con uno studio condotto in UK, dice che il 41% della popolazione vorrebbe poter indossare capi di vestiario personalizzati e 1 su 4 sarebbe disposto a pagare fino al 20% in più.

Il successo del fashion tech è dimostrato oltre che da ricerche internazionali anche da svariati esempi italiani, tra i quali c’è Lanieri il primo eCommerce di abiti su misura maschili Made in Italy, che ha chiuso il 2016 con un aumento di fatturato del +200%.

L’unico vero limite che impedisce alle PMI di sfruttare questa grande occasione è la diffidenza verso nuovi modelli distributivi o la mancanza di risorse da investire nello sviluppo di soluzioni innovative.

Cosa manca in generale?

  • Figure specializzate in grado di progettare e mettere in atto, monitorare la DT
  • cultura aziendale del cambiamento e accettazione e comprensione di nuovi modelli di business e distributivi
  • supporto dalle Istituzioni e Università
  • budget e dimensioni aziendali; per questo trovo fondamentale il concetto di open innovation

Vuoi raccontarci la tua esperienza con la Digital Transformation? Scrivi a marketing@macoev.com

 

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